I 10 migliori paradisi fiscali

In questo articolo andiamo ad analizzare quali sono i 10 migliori paradisi fiscali, i loro vantaggi e svantaggi e come scegliere il miglior paradiso fiscale adatto alle tue esigenze

I 10 migliori paradisi fiscali

consulenze sui 10 migliori paradisi fiscali

Ogni paradiso fiscale offre alcune e ben determinate agevolazioni e quasi tutte le leggi sulle società offshore sono copiate da quella del Delaware.  Quindi in teoria un paradiso fiscale equivale ad un altro.

Nella pratica la scelta del migliore paradiso fiscale, per le tue esigenze, non è cosi semplice. Ë necessario rivolgersi ad un professionista affinché ti crei una struttura a tua misura. Il miglior paradiso fiscale per Amazon non lo è necessariamente per te!

I fattori che influiscono nella scelta di un paradiso fiscale sono:

  1. La tua residenza fiscale;
  2. La tua attività;
  3. Il capitale iniziale della tua attività e quello da depositare in banca;
  4. I fondi che vuoi stanziare per la struttura;
  5. I paesi con cui operi commercialmente (clienti e fornitori).

Una volta che il professionista ha in mano questi dati, potrà consigliarti il migliore paradiso fiscale. Attenzione a non farsi trasportare negativamente dalle campagne di terrore e disinformazione di una certa stampa: ad oggi, in Italia, è in vigore una sola black list (DM 4 maggio 1999) che serve solo identificare i paesi a bassa tassazione o paradisi fiscali dove viene applicata l’inversione dell’onere della prova riguardo all’effettiva residenza fiscale dei cittadini italiani che hanno trasferito all’estero la propria residenza.

In ogni caso andiamo ad analizzare quali sono i 10 migliori paradisi fiscali e i loro vantaggi e svantaggi.

Secondo il Tax Justice Network, ripreso anche dalla rivista Forbes nella sua lista dei 10 Paesi che possono essere considerati dei veri e propri paradisi fiscali, il parametro per capire quali sono i paradisi fiscali più importanti al mondo è l’indice della segretezza finanziaria.

Personalmente non sono molto d’accordo perché questa valutazione si basa sulle leggi e regolamenti, ma poi nell’applicazione ci sono tanti trucchi e attraverso una serie di triangolazioni e servizi fiduciari, l’indice della segretezza finanziaria può essere aumentato indipendentemente dal singolo indice di ogni paradiso fiscale.

Ë per questo che sarà difficile trovare 2 professionisti o 2 media specializzati che concordino sulla classifica dei 10 migliori paradisi fiscali. Inoltre bisogna tenere conto che i media specializzati basano il loro giudizio su dati pubblici, mentre i professionisti proporranno una classifica secondo le proprie esperienze, conoscenze e trucchi del mestiere applicabili.

Vediamo nella tavola qui sotto come ad esempio, io non mi trovo d’accordo con la classifica di Tax Justice Network e Forbes.

Caporaso spiega i paradisi fiscali alle Iene video

 

Come classificare un paradiso fiscale

La mia classifica dei 10 migliori paradisi fiscali prende in considerazione i seguenti fattori:

  1. Indice di segretezza
  2. Stabilità del entro finanziario e facilità per inviare e ritirare soldi
  3. Burocrazia per il mantenimento della struttura offshore
  4. Costo
  5. Localizzazione del paradiso fiscale tenendo in conto fattori positivi e negativi

Andiamo ad analizzare i paesi che offrono le migliori condizioni per sfuggire ad una fiscalità arbitraria.

I 10 migliori paradisi fiscal mappa

 

I 10 migliori paradisi fiscali

10 migliori paradisi fiscali

Panama | Paradiso Fiscale

Panama ha una posizione geografica invidiabile, tanto che i panamensi dicono che il paese è il ‘ponte del mondo e cuore dell’universo’, non è in zona di uragani, ne terremoti. Ha una delle più antiche leggi sulle società offshore, che data 1932 ed è stata modificata poche volte.

Panama offre una residenza facile da ottenere (in solo 7 giorni); un passaporto per investitori che si può ottenere in pochi mesi (non cittadinanza); la cittadinanza si può richiedere dopo 5 anni di residenza; immense facilità economiche per i pensionati; le comunicazioni e lo standard di vita sono di ottimo livello; tassazione zero per i proventi dall’estero; tassazione ridotta e iva al 7%.

 Il livello di segretezza delle società offshore di Panama si stima in un 90%.

Non è obbligatorio fare la dichiarazione dei redditi, la contabilità non va presentata e in pratica l’unico adempimento burocratico è il pagamento di una Tassa Unica annuale e dell’Agente Residente (l’avvocato).

 Il centro finanziario di Panama è di buon livello, ma a causa delle pressioni internazionali ha adottato una serie di misure che rendono molto difficile aprire conti bancari offshore e una volta aperti resta difficile operarli. Per questo in genere raccomando ai miei clienti di utilizzare più conti bancari e in caso che ne vogliano uno solo, raccomando giurisdizioni che non siano Panama. Panama ha dei costi di strutture offshore relativamente bassi, per cui si può considerare un paradiso fiscale low cost.

 

Stati Uniti | Paradiso Fiscale

Gli Stati Uniti, potrebbero essere al primo posto della classifica dei primi 10 paradisi fiscali se non fosse che le banche offshore hanno il terrore ad aprire conti alle società USA ed essere accusati dallo Zio Sam di favorire l’evasione fiscale di persone e società residenti negli Stati Uniti. In pratica tutto quello che non si puó fare nelle giurisdizioni offshore perché poi le sanzionano e le inseriscono nelle liste nere, si può fare negli Stati Uniti se non si è cittadini americani o residenti.

Il Delaware già nel 1899 promulgò una legge sulle società anonime che offre un livello di segretezza quasi del 100%. Lo stato inoltre offre esonerazione fiscale (statale, ma non federale) e qui sono registrate il 50% delle aziende quotate in borsa negli Stati Uniti e il 60% delle Fortune 500. Oltre al Delaware altri stati come il Wyoming, Nevada e Nuevo Messico hanno introdotto legislazioni per le società anonime LLC ed offrono regimi fiscali agevolati.

In queste società il beneficiario o proprietario non viene identificato in registri pubblici, ne gli vengono chiesti documenti, ma come abbiamo detto è quasi impossibile aprire un conto bancario offshore con una società USA. Questo problema si può pero risolvere incorporando una società omonima, in una giurisdizione offshore, in modo da operare con la società degli Stati Uniti e incassare con l’altra.

Ma gli Stati Uniti sono un vero paradiso fiscale per le persone fisiche di tutti i paesi che non siano nella lista nera del Governo. Infatti aprire un conto bancario offshore negli Stati Uniti è semplice e si fa in un’ora. Quando invii soldi non ti chiedono quasi mai da dove provengono e perché. Inoltre gli Stati Uniti non hanno firmato quasi nessun accordo di scambio informazioni sulle operazioni finanziarie. Quindi per mantenere i propri risparmi al sicuro gli Stati Uniti sono nella mia opinione il paradiso fiscale numero 1 tra i top 10.

 

Wallis (Francia) | Paradiso Fiscale

La collettività di Wallis e Futuna sono un territorio francese d’oltremare composto da 3 isole vulcaniche, con due governi: quello francese e una monarchia nativa con poteri limitati. Il sistema economico è retto dalla Francia, come il registro di società, e la tassazione è zero.

In linea d'aria la distanza fra Roma e Wallis e Futuna è di 16.803 chilometri, come 35 volte la distanza tra Roma e Milano. Questo paradiso fiscale è poco conosciuto, anche se si trova nella stessa area di altri paradisi fiscali come Vanuatu e Nauru, che sono ottimi paradisi fiscali, con indice di segretezza pari al 100% ma inaffidabili per via dei problemi di comunicazione.

Wallis ha buone comunicazioni e permette anche l’ottenimento della residenza in modo facile: il problema è andarci. Per aprire una società e un conto bancario offshore, con IBAN che inizia con FR (Francia), non serve spostarsi di casa.

Wallis ovviamente è un paradiso fiscale di prestigio e con costi simili a quelli della Svizzera o Lussemburgo, ma senza burocrazia. Ad incidere sul costo (circa 10 mila euro una struttura offshore) sono le spese di corrieri, l’amministratore locale e l’indirizzo sociale che incidono per un 50% sul costo. Ottima opzione per chi non vuole dare nell’occhio e usufruire di un paradiso fiscale in lista bianca.

 

Svizzera | Paradiso Fiscale

La Svizzera è, da sempre, un paradiso fiscale più che altro a livello finanziario. Nei sui forzieri sono passati oro e soldi dei nazisti e degli ebrei, di dittatori e oppositori, di governi e servizi segreti e così via. Dal dopo guerra gli italiani hanno usato società e banche svizzere per proteggere i propri risparmi. Ora, dopo le pressioni dei governi europei, è cambiata la clientela: gli italiani sono stati cacciati e sono arrivati russi, cinesi, latinoamericani e arabi.

La Svizzera è da sempre un paradiso fiscale d’eccellenza, neutrale, stabile, flemmatico. Il paese mantiene un sistema con tasse basse sulle attività che nel Cantone di Zug sono l’8%, esenzione di tasse sui capitali e un segreto bancario ancora stabile anche se ormai minato da una magistratura collaborazionista.

 Ginevra, capitale dell’omonimo cantone, è al 13mo posto della classifica dei centri finanziari più importanti al mondo per quantità di transazioni. Non è consigliabile come paradiso fiscale per gli italiani residenti in Italia.

 

Lussemburgo | Paradiso Fiscale

Il colosso Amazon ha scelto il Lussemburgo come sede del gruppo in Europa. Il Granducato di Lussemburgo è una democrazia parlamentare in un regime di monarchia costituzionale: un piccolo paese europeo al confine con il Belgio, la Francia e la Germania con una popolazione di solo 600.000 abitanti.

Il centro finanziario del forse più famoso paradiso fiscale ospita 140 banche di 28 nazioni, diverse operano in Lussemburgo, con un patrimonio di oltre 4mila miliardi di euro in gestione.

In Lussemburgo hanno potuto risparmiare vari miliardi di euro imprese come Apple, Nike, Disney, Skype e GlaxoSmithKline. Come avrete capito non è un paradiso fiscale alla portata di tutti: i suoi maggiori vantaggi sono una fiscalità agevolata e negoziabile, che può arrivare ad offrire una tassazione dell’1% per le Holding dei grandi gruppi. La cosa incredibile è che il Granducato non figura nella apposita lista nera dei paradisi fiscali dell’Ocse o dell’Unione Europea.

 Il Lussemburgo, che non si sente un paradiso fiscale, ha  firmato un numero elevato di Convenzioni contro le doppie imposizioni, ed essendo membro dell’Unione Europea (“UE”), beneficia dei vantaggi offerti dalle varie direttive europee in materia di tassazione.

Il diritto societario di questo paradiso fiscale a cui abbiamo dato il 5to posto nella nostra classifica dei Top 10 dei paradisi fiscali, è estremamente flessibile. Le persone fisiche possono gestire, con appropriate e costose strategie, il proprio patrimonio privato in Lussemburgo, senza pagare tasse.

 

Isola di Man | Paradiso Fiscale

L’isola di Man è una dipendenza del Regno Unito, con un governo locale che esercita la propria giurisdizione in modo autonomo. Con i suoi quasi 85.000 abitanti, Man o Mann offre un centro finanziario con zero imposte sui redditi di capitale, convertendolo in un paradiso fiscale a tutti gli effetti. Assenti sono anche le imposte di bollo, quelle sulle società e sulle successioni. Quindi ottimo paradiso fiscale per mantenere i propri capitali e si può diventare pensionati a 50 anni!

L’imposta sui redditi è bassa, solo il 20%, con un massimo di 150 mila euro. L’isola di Man, come le Isole del Canale, Guernsey e Jersey, non fanno parte del Regno Unito, né della comunità europea. In genere questo paradiso fiscale è utilizzato per ridurre l’imponibile di società appartenenti allo stesso gruppo visto che le sue perdite possono essere cedute e utilizzate per ridurre i profitti tassabili di un'altra società del gruppo. L’isola di Man resta come centro finanziario ma va scomparendo come paradiso fiscale

 

Jersey | Paradiso Fiscale

Anche l’isola di Jersey, come quella di Guernsey si trovano nel Canale della Manica. Guernsey e Jersey spesso vengono nominate insieme in quanto ambe sono 2 Bailía o giurisdizioni, dipendenze de Regno Unito, che offrono vantaggi fiscali molto simili. Jersey è nata come paradiso fiscale alla metà del secolo XX quando molti britannici iniziarono a trasferire in queste isole i propri beni visto che non applicavano un’imposta di successione, che nel Regno Unito era dell’80%.

Jersey, la più grande delle isole della Manica a solo 45 minuti di volo dalla City di Londra. L’isola ospita un grande centro finanziario offshore nella sua capitale, Saint Helier, con banche e fiduciarie offshore. I trust offshore sono tuttora un pilastro dell’economia di questo piccolo paradiso fiscale. L’utilizzo del centro finanziario di Jersey come paradiso fiscale è soggetto ad operazioni di triangolazione visto che, come gli altri paradisi fiscali delle isole del Canale, Jersey si è assoggettato alle norme OCSA di trasparenza e ha firmato numerosi accordi di scambio d’informazioni.

 

Isole Cayman | Paradiso Fiscale

Le Isole Cayman sono un arcipelago composto da tre isole situate nel Mar dei Caraibi a sud di Cuba e sono un Territorio britannico d’oltremare. Sono considerate da molti il paradiso fiscale numero 1 nella Top 10 dei paradisi fiscali. Secondo il Financial Secrecy Index 2020 (indice di segretezza finanziaria), elaborato dalla Tax Justice Network le Isole Cayman sono il paradiso fiscale #1 e quello maggiormente in grado di attrarre capitali di origine lecita, ma anche illecita. Ed è proprio questo il motivo per cui non mi piace questo paradiso fiscale: se accetta soldi illeciti è soggetto a sanzioni e blocchi delle banche che perdono i loro corrispondenti e si trovano impossibilitate ad operare, come è successo recentemente a San Vincente e Granadine e in Belize.

Attualmente alle Cayman sono registrati circa 10.000 fondi d’investimento, 130 banche, 150 trust e quasi 700 compagnie assicurative: un valore complessivo di oltre 7.000 miliardi di dollari.

Le Cayman non applicano imposte sulle società, né tasse dirette ai residenti.

Io considero le Cayman un buon paradiso fiscale per i fondi d’investimento, hedge fund e le compagnie assicurative. Purtroppo gli alti costi dei servizi legali e connessi, oltre alla lentezza di risposta della maggior parte degli operatori locali fanno si che utilizzare il paradiso fiscale Cayman è, quasi, costoso quanto operare in un paradiso fiscale europeo. Non vedo grandi vantaggi e la relazione qualità prezzo dei servizi è scarsa. La tassa annuale per le società è proporzionale al capitale dichiarato e quindi non è competitiva con le tasse uniche fisse, applicate negli altri paradisi fiscali.

 

Belize | Paradiso Fiscale

Il Belize è un paradiso fiscale tra i piú utilizzati per via dei bassi costi, rapidità di registrazione delle società (24 ore) e l’elevata riservatezza offerta dal paese, grazie anche a un governo corrotto, cattive comunicazioni e lentezza endemica. Il Belize, ex Honduras Britannico, è un paese indipendente, aderente al Commonwealth britannico. Lo considero un buon paradiso fiscale per quanto riguarda la registrazione di società.

Negli ultimi anni il governo del Primo Ministro Dean Barrow che ha già compiuto 2 mandati e mezzo e forse se ne va ad Ottobre 2020, si è autonominato Ministro delle Finanze, e insieme alla cupola della banca centrale del Belize, è riuscito a distruggere la reputazione del centro finanziario. Durante il suo secondo mandato, Barrow ha messo in liquidazione forzata due banche offshore, regolarmente registrate in Belize, facendo sparire i soldi di molti risparmiatori in una liquidazione lunga e costosa gestita da una banca centrale inetta e corrotta, cambiando continuamente i liquidatori e non pubblicando mai i conti delle banche messe in liquidazione.

Nonostante tutto le società del Belize sono ben accette e le licenze finanziarie sono tra le più a buon mercato tra tutti i paradisi fiscali e bisogna sperare che a fine 2020, il cambio di Governo dia un nuovo impulso a questo paradiso fiscale in caduta libera.

 

Emirati Arabi Uniti | Paradiso Fiscale

Gli Emirati Arabi sono di moda: la nuova terra promessa dei paradisi fiscali. Grattacieli, lusso, banche efficienti, facilità per ottenere la residenza, 40 zone franche hanno fatto degli Emirati Arabi la meta più gettonata tra i paradisi fiscali.

Gli Emirati Arabi Uniti sono uno Stato localizzato nel sud-est della Penisola araba, composto da sette emirati: Abu Dhabi, Ajman, Dubai, Fujaira, Ras al-Khaima, Sharja e Umm al-Qaywayn. Anticamente i sette emirati erano conosciuti come gli Stati della tregua (Trucial States), per via di una tregua imposta nel XIX secolo dai britannici ad alcuni sceicchi ed emiri che incentivavano le attività di pirateria ai danni delle navi britanniche in transito nel tratto di mare di loro competenza.

Quindi possiamo dire che gli Emirati sono un paradiso fiscale che, come i paradisi fiscali delle isole dei Caraibi, hanno un passato di pirateria.

Tornando ai giorni nostri, negli Emirati Arabi sono assenti le principali tassazioni vigenti nei paesi con economia di stampo occidentale. La delocalizzazione delle aziende in questo paradiso fiscale è fortemente agevolata dalla pressoché totale assenza di tassazione sulle imprese e società straniere.

Per favorire il commercio, gli Emirati Arabi Uniti hanno siglato accordi e convenzioni e trattati bilaterali contro la doppia imposizione con molti Paesi, tra i quali: Regno Unito, Francia, Spagna, Italia e molti altri Paesi EU. Con la legge n.309 del 28/08/1998, l’Italia ha ufficialmente ratificato la non attuazione della doppia imposizione con questo paradiso fiscale.

Restano alcune difficoltà: gli alti costi della vita e dei servizi offshore; la diffidenza di molte banche occidentali a lavorare con banche in paesi arabi; l’obbligatorietà di un amministratore locale. In ogni caso assegno un meritato posto #10 nella classifica dei migliori paradisi fiscali del mondo.

 

Classifica dei Paradisi Fiscali nel Mondo

Ovviamente ci sono molti paradisi fiscali che potrebbero essere inseriti in una classifica Top 10 dei migliori paradisi fiscali, a pari merito con altri. Infatti direi che per fare una classifica dei primi 10 paradisi fiscali un po’ più estesa si potrebbero inserire alcuni paradisi fiscali in posizioni di rilievo, ma ognuno con specifici vantaggi, per cui dipendendo dalle necessità la classifica potrebbe avere sbalzi notevoli:

  1. Panama
  2. Stati Uniti
  3. Wallis
  4. Svizzera, Monaco, Andorra
  5. Lussemburgo, Paesi Bassi (Olanda), Nuova Zelanda, Liechtenstein, Bahrein
  6. Isola di Man, Regno Unito, Irlanda
  7. Jersey, Guernsey, Alderney, Herm, Kiribati (ex Isole Gilbert), Libano, Liberia
  8. Isole Cayman, Anguilla, Antille Olandesi, Aruba, Bahamas, Barbados, Barbuda, Belize, Bermuda, Brunei, Cipro, Filippine, Gibilterra, Gibuti (ex Afar e Issas), Grenada, Isole Vergini statunitensi
  9. Belize, San Kitt e Nevis
  10. Emirati Arabi Uniti, Hong Kong, Isole Vergini britanniche, Macao, Maldive, Malesia, Montserrat, Nauru, Niue, Nuova Caledonia, Oman, Polinesia francese, Salomone, Samoa, Saint Lucia, Saint Vincent e Grenadine, Sant’Elena, Sark (Isole del Canale), Seychelles, Singapore, Tonga, Tuvalu (ex Isole Ellice), Vanuatu.

Gli strumenti dei paradisi fiscali

Gli strumenti per operare dai paradisi fiscali sono:

  1. Residenza Fiscale
  2. Fondazione privata
  3. Società offshore
  4. Portafogli elettronici e criptomonete 
  5. Conti Bancari Offshore

Gli strumenti dei paradisi fiscali

 

La migliore guida ai paradisi fiscali 

Se vuoi restare informato sui paradisi fiscali, visita la più completa e migliore guida ai paradisi fiscali dove potrai trovare risposta a tutte le tue domande e dubbi:

  • Cosa sono i paradisi fiscali? 
  • La storia dei paradisi fiscali
  • Come funzionano i paradisi fiscali?
  • Quali sono i Paesi considerati paradisi fiscali?
  • Quali sono gli strumenti per operare da un paradiso fiscale?

E molto di più…

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